Home » Medicina sociale » I determinanti sociali delle malattie

I determinanti sociali delle malattie

Da oltre 30 anni, con frequenza almeno settimanale, incontro familiari di malati che chiedono assistenza per un loro parente che, o per scelta o perché dimesso dall’ospedale, può essere assistito a domicilio negli ultimi mesi di vita. Uno degli aspetti fondamentali di questi colloqui è rappresentato dai fattori economici che sempre più spesso condizionano la qualità dell’assistenza.

Non è un caso che negli ultimi anni, soprattutto negli Stati Uniti d’America, sia stata sottolineata l’importanza di affrontare i problemi sociali, economici e culturali in qualsiasi servizio che offra assistenza sanitaria. A questo proposito è uscito di recente sul New York Times un articolo significativo, scritto dal Dottor Khullar, medico della Harvard Medical School che lavora al Massachusetts General Hospital. Riportiamo una sintesi dell’articolo tradotto:

“Dottore – ha detto il mio paziente con una voce tra il divertito e l’irritato – non ho soldi per mangiare, non ho un posto dove dormire e ci ho messo quasi tre ore per venire all’appuntamento con lei e lei continua a parlarmi del livello del mio colesterolo o della mia pressione arteriosa.”

La maggior parte dei medici comunica con i pazienti concentrandosi principalmente sulle loro malattie, ignorando completamente o sottovalutando i loro stili di vita, le  condizioni sociali ed economiche, come se tutti questi fattori non fossero importanti nel programmare le giuste scelte terapeutiche. Noi medici facciamo finta di non sapere che una grande percentuale dei nostri pazienti lotta quotidianamente con problemi come un alloggio precario, la mancanza di lavoro e talvolta un’alimentazione inadeguata. Non è raro che ci capiti un paziente diabetico, a cui prescriviamo l’insulina che ha però difficoltà a conservarla nella propria casa per la mancanza di un frigorifero.

Queste situazioni, ormai sempre più frequenti, mettono in luce quello che è all’ordine del giorno per chi assiste i pazienti nel proprio domicilio, situazioni poco conosciute invece dai medici che lavorano negli ospedali; ci si dimentica frequentemente che le circostanze economiche e sociali dei pazienti possono influenzare in modo determinante la loro salute e la qualità dell’assistenza.

I medici in genere vengono preparati ad affrontare le problematiche prettamente sanitarie di un paziente senza mai approfondire l’ambiente sociale, economico e culturale in cui questo vive. La recente tendenza a limitare il numero dei posti letto e quindi i ricoveri ed aumentare quindi le forme di assistenza sul territorio ha acuito queste problematiche rendendo difficile la programmazione di servizi quando non si tiene mai conto delle condizioni sociali di un malato.

Non è un caso che il New England Journal of Medicine abbia pubblicato ad ottobre 2014 un editoriale centrato sulla Medicina Sociale.

determinanti sociali

A questo proposito, negli Stati Uniti hanno attivato una serie di programmi pilota per aiutare i sistemi sanitari a colmare le lacune tra cure mediche e servizi sociali nelle varie comunità.

Il programma denominato “Accountable Health Communities” ha deciso di investire 157 milioni di dollari nell’arco di 5 anni per sostenere un certo numero di pazienti in 5 settori chiave: l’alloggio, il cibo, la fornitura di servizi, il trasporto e la sicurezza personale, allo scopo di migliorare la salute e ridurre le spese mediche.

Il responsabile del Community Health Program ha deciso di sostenere varie organizzazioni americane per favorire la collaborazione tra le agenzie statali (Medicaid), i sistemi sanitari e i fornitori di servizi delle varie comunità allo scopo di identificare le strategie più efficaci per fornire ai pazienti i servizi di cui hanno bisogno. Esistono ormai studi che dimostrano che il supporto sociale, oltre a migliorare la salute, riduce i costi dell’assistenza.

Una recente ricerca ha dimostrato che offrire assistenza alimentare alle donne a basso reddito e ai bambini poveri riduce il rischio di basso peso alla nascita, la mortalità infantile e limita i problemi di sviluppo, fattori che, negli anni, permettono un risparmio economico. Altre ricerche hanno dimostrato che fornire pasti agli anziani soli poveri, li aiuta a vivere in modo indipendente e previene peggioramenti della salute e conseguenti ricoveri. La stessa ricerca dimostra che fornire abitazioni a basso costo alla popolazione povera riduce la spesa medica per pazienti fragili. Uno studio effettuato a Los Angeles ha fatto emergere che per ogni dollaro speso per l’edilizia abitativa delle persone indigenti vi è stato un risparmio di 6 dollari per quanto riguarda le spese mediche. Nel Minnesota, un progetto pilota ha garantito finanziamento per permettere a pazienti a basso reddito di avere accesso a servizi pubblici come un alloggio e delle consulenze di vario tipo economicamente sostenibili. Tutti questi supporti pratici ed economici hanno ridotto l’uso dei ricoveri in emergenza con miglioramento nell’assistenza di patologie croniche e risparmio di soldi pubblici.

Tra i vari progetti innovativi ricordiamo quello ormai famoso denominato “Hot spots”  attivato a Camden nel New Jersey. Questo nuovo approccio da parte di alcuni settori della Sanità americana tende a sottolineare l’importanza dei determinanti sociali sulla salute del singolo paziente o di un’intera comunità. Non è un caso che secondo dati del servizio sanitario americano sembrerebbe che il 5% della popolazione americana incida per quasi il 50% dei costi della Sanità degli Stati Uniti. Questo dibattito è ormai presente anche in Italia. Tuttavia, poiché gli aspetti sociali dipendono dai Comuni e dai Municipi mentre il settore sanitario fa capo alla Regione e alle diverse Asl del territorio, è molto difficile che i due percorsi assistenziali procedano insieme come dovrebbero invece per essere realmente efficaci.

Per coloro che da anni lavorano nei servizi territoriali è invece sempre stato evidente che l’intervento sanitario debba, per essere efficace, prendere in considerazione tutte le altre criticità che interessano il paziente, la sua famiglia – quando è presente – e spesso la stessa comunità di provenienza.

Giovanni Creton

Presidente Ryder Italia Onlus

logoRyder

Leggi anche

newark orto

Perché Washington è una città ideale per gli anziani ?

Molte iniziative rendono Washington una città ideale per gli anziani

Commenta