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Le cause della solitudine nelle persone anziane

Secondo uno studio effettuato in Gran Bretagna dall’Organizzazione benefica Age Uk, più di un milione di anziani affermano che trascorrono anche quattro settimane senza parlare con nessuno, la metà delle persone con più di 75 anni vive da sola e un paziente su 10 sopra i 65 anni dichiara di sentirsi solo.

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In un anno di attività, il servizio di assistenza telefonica per persone anziane Silverline ha ricevuto 300.000 chiamate da persone sole e non inserite in una rete sociale.

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La solitudine può essere descritta come una sensazione di disagio, un senso di tristezza, causati di solito dalla mancanza di comunicazione o di relazioni con altre persone. La solitudine può colpire a qualsiasi età ma le persone anziane sono particolarmente vulnerabili.

Abbiamo già pubblicato altri articoli sul fenomeno, in continuo aumento in tutto il mondo, delle persone che vivono da sole. Con il passare degli anni, molte persone perdono o vedono affievolirsi la rete sociale circostante fino ad arrivare al completo isolamento. Le persone sole presentano anche frequentemente problemi di salute e la loro graduale perdita di autonomia rischia spesso di relegarle a casa, il che accresce il senso di solitudine e di isolamento.

La solitudine non è obbligatoriamente sinonimo di isolamento. Essa dipende molto dalla qualità delle relazioni sociali: talvolta si può convivere con un familiare o esser aiutati da un badante ma sentirsi comunque soli perché non si hanno più gli amici di una volta o l’affetto e la comprensione di un partner.

Ecco alcune delle principali cause della solitudine:

– Il pensionamento: quando una persona va in pensione rischia di perdere improvvisamente il contatto quotidiano con i colleghi e di sentire la mancanza della routine che lo spingeva ogni giorno a prepararsi per andare al lavoro.

– Il lutto: la sensazione di solitudine insorge in particolar modo dopo la perdita di un partner con cui si è convissuto. Ciò può accadere anche all’interno di una coppia quando una delle due persone è costretta, per motivi di salute, ad andare in una struttura residenziale lasciando l’altra a casa da sola.

– L’assenza di amici: con il passare degli anni, è naturale perdere alcuni degli amici. Alcuni non ci sono più, altri perdono la loro autonomia e non escono più di casa, altri ancora risiedono troppo lontano e incontrarsi diventa sempre più difficile.

– Le cattive condizioni di salute fisica e, soprattutto, la perdita della mobilità possono ostacolare le attività di socializzazione.

– La lontananza degli affetti: il nucleo familiare è sempre più disseminato geograficamente e mantenere una rete sociale attiva è difficile se non impossibile, ancor di più nel caso di un ricovero residenziale lontano dal proprio quartiere o dalla propria città.

– La difficoltà ad usare mezzi di trasporto sia pubblici che privati: quando una persona anziana non è più in grado di guidare o di prendere i mezzi pubblici, le attività di interazione sociale con amici o familiari distanti diventano più complicate e piano piano meno frequenti.

– Le difficoltà finanziarie: i problemi economici possono rappresentare un fattore scatenante della solitudine. Nei quartieri più poveri e meno sicuri, le persone anziane tendono ad uscire poco e a sentirsi sempre meno protetti e più diffidenti.

Il problema dell’isolamento sociale può essere causato da alcune condizioni mediche, in particolare da alcune malattie degenerative del cervello come il Morbo di Alzheimer o la demenza senile. La depressione può essere sia causa che conseguenza della solitudine.

L’isolamento sociale è un processo progressivo che presenta alcuni segni premonitori da non sottovalutare. È importante:

– prestare ascolto quando un anziano comincia a lamentarsi per l’assenza di amici o di familiari;

– osservare se ci sono cambiamenti nel comportamento quotidiano e nelle abitudini di vita delle persone sole, come una minore attenzione alla propria persona, la comparsa di segni di depressione o la riduzione e l’affievolimento delle relazioni sociali abituali. In alcuni casi le persone sole tendono ad essere estremamente loquaci quando incontrano qualcuno o addirittura cercano il contatto fisico di cui evidentemente sentono la mancanza;

– notare se vi è la comparsa di problemi di salute ‘fantasiosi’: la persona sola si può lamentare per malattie immaginarie e questo rappresenta consciamente o inconsciamente un modo per ottenere maggiore attenzione;

– accorgersi se vi sono improvvise amicizie con persone poco affidabili: la solitudine è una situazione ideale per i truffatori senza scrupoli che fanno di tutto per rendersi indispensabili nella quotidianità della persona isolata. In questi casi è importante controllare queste nuove amicizie e fare in modo che le persone isolate siano informati sulle possibili truffe di cui potrebbero essere vittime;

– monitorare il grado di isolamento sapendo che la solitudine protratta porta spesso con sé un’infelicità pericolosa che può sfociare in seri problemi come l’alcolismo, la depressione o la malnutrizione.

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In effetti, alcune persone cominciare a bere alcol per sfuggire al senso di solitudine o per alleviare il dolore di un lutto. Per altre, la perdita di persone care, le preoccupazioni per la propria salute o la perdita dell’autonomia può scatenare uno stato di depressione. Infine, il vivere a lungo da soli può avere un forte impatto sulle abitudini alimentari: una salute precaria o uno stato di depressione può portare ad una perdita di appetito. Se non si è autonomi nel muoversi si possono avere difficoltà nel raggiungere i negozi o nel cucinare. Spesso le persone sole finiscono col consumare cibi non salutari, mangiare poca frutta e verdura fresca. In questi casi sarebbe importante incentivare l’uso della spesa on line e dei servizi di trasporto a domicilio dei pasti.

Concludiamo segnalando un articolo molto interessante sulla solitudine, pubblicato sulla rivista Science Direct, che dimostra l’impatto benefico di relazioni sociali soddisfacenti sullo stato di salute fisico e mentale delle persone.

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La solitudine degli anziani ha diverse radici che andrebbero studiate in modo approfondito se si vuole intervenire efficacemente per proteggere e sostenere le persone negli ultimi anni della loro vita.

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