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L’errore medico come terza causa di morte

In Italia si affronta il problema degli errori medici solo per le conseguenze legali e riferendosi ai singoli casi, di solito i più eclatanti, senza mai affrontare l’aspetto dell’errore medico dal punto di vista della statistica sanitaria.

Secondo un recente studio, pubblicato sul British Medical Journal (e di cui parla, tra gli altri, anche il blog della Repubblica a cura di Guglielmo Pepe), se gli errori medici venissero considerati come una patologia, negli Stati Uniti d’America rappresenterebbero la terza causa di morte, dietro le malattie cardiache e i tumori.

errori medici

I certificati di morte non segnalano mai l’eventuale presenza di un errore medico e il Center for disease control and prevention (CDCP) sottolinea che, non essendoci una categoria specifica per poter classificare l’errore medico, nel rapporto annuale sulle morti e la mortalità negli USA non si fa mai riferimento a questo problema. Secondo questo studio l’errore medico fa parte degli interventi sanitari e dovrebbe quindi esser considerato tra le possibili  (e di conseguenza evitabili) cause di morte.

Facciamo un semplice esempio: un test diagnostico erroneo, che può provocare una lesione al fegato con conseguente complicazione ed arresto cardiaco, non è mai riportato tra le cause di morte che sono invece attribuite ad una complicazione cardiovascolare. In verità è l’errore medico la causa iniziale dell’evento.

Nel suddetto studio sono considerati errori medici i test diagnostici male eseguiti, gli errori di comunicazione tra il personale, la non esecuzione di tutti i test necessari, gli errori di dosaggio dei farmaci ed altre procedure improprie in ambito sanitario.

Secondo questo studio, che ha preso in considerazione dati dal 1999, i ricercatori hanno calcolato il tasso medio di morte dovuto agli errori medici trasferendo poi questo dato al numero di ricoveri in ospedale osservato ogni anno. In questo modo è stato possibile stimare che negli Stati Uniti d’America in media ci sono 251.454 morti ogni anno causati dagli errori medici. Secondo l’autore principale della pubblicazione, il Dottor Martin A. Makari chirurgo presso la John Hopkins, “gli esseri umani continueranno sempre a sbagliare ed è irrealistico aspettarsi che questo non avvenga. Ma al giorno d’oggi è possibile progettare in sicurezza qualsiasi intervento di assistenza sanitaria con una rete di controllo e l’inserimento di protocolli che possano limitare al massimo l’errore umano. Comunque il primo passo per poter intervenire su questo problema è conoscere in modo accurato i dati reali”.

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