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L’uso degli antibiotici nei primi mesi di vita

La somministrazione degli antibiotici nei neonati potrebbe essere una causa dell’obesità in età adulta.

Alcuni ricercatori americani hanno dimostrato che la somministrazione prolungata di antibiotici ai bambini nei primi mesi di vita comporta un alto rischio di obesità negli anni successivi. Dosi basse di penicillina somministrate nei primi mesi di vita possono alterare la popolazione naturale dei microbi intestinali, con conseguenza sul metabolismo generale dell’organismo e maggior probabilità di diventare obesi nell’età adulta.

Queste osservazioni sono emerse da una serie di esperimenti sui topi ma si sono appoggiate sui risultati di studi precedenti che avevano evidenziato che bambini a cui erano stati somministrati antibiotici nei primi sei mesi di vita avevano più probabilità di essere sovrappeso all’età di 7 anni.

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Come sostiene il dottor M. Blaser, microbiologo della New York University che ha condotto lo studio, “ci sono sempre più prove che evidenziano il costo biologico degli antibiotici. Il ricorso inappropriato agli antibiotici può avere conseguenze permanenti. E’ evidente che se il bambino è grave, non vi è nessun dubbio riguardo all’uso degli antibiotici ma, nel caso di un disturbo che non richieda l’uso immediato di questi farmaci, è meglio aspettare uno o due giorni e valutare il decorso della patologia”.

A volte i medici prescrivono antibiotici pensando che non possano essere dannosi ma non è così. Secondo recenti ricerche, gli esseri umani, come molti altri animali, albergano un numero enorme di microbi che vivono sulla cute e nell’intestino. Gli esseri umani convivono con circa 100 trilioni di batteri. In altre parole, il numero di batteri presenti supera di dieci volte il numero di cellule del nostro organismo. Ma, più che causare danni, questo insieme di batteri, chiamato microbioma, sembra giocare un ruolo fondamentale per il nostro benessere.

E.coli bacteria. Coloured scanning electron micrograph of the rod-shaped, Gram-negative bacteria, Escherichia coli, commonly known as E. coli. These bacteria are normal inhabitants of the human intestine (also animal intestines) and are usually harmless. Under certain conditions E. coli may increase in number and cause infection. Serotypes of E. coli are responsible for gastro- enteritis in children, particularly in tropical countries. In adults it is the cause of "traveller's diarrhoea"; and of 80% of all urinary tract infections. It is also the organism most used in genetic studies. Magnification: x3,000 at 6x7cm, x1,500 at 35mm size. x10,000 at 8x10"

Le modifiche del microbioma dovute all’uso di questi farmaci nei primi mesi di vita possono avere un forte impatto sul metabolismo e sull’aumento di peso. La sperimentazione effettuata sui topi ha mostrato che il periodo critico riguarda i primi 30 giorni di vita. Per questo, secondo il dottor Blaser, se anche negli esseri umani esiste un simile periodo di vulnerabilità potrebbe riguardare i primi 6 mesi, il primo anno o anche i primi tre anni.

La somministrazione di questi farmaci avrebbe come effetto di sterilizzare alcuni batteri e favorire la crescita di altri. Questa alterazione nella composizione del microbioma ha un impatto duraturo sul metabolismo. I risultati della ricerca condotta dal dottor Blaser e pubblicati sulla rivista scientifica Cell hanno evidenziato che i topi sottoposti ad una terapia con antibiotici nel primo mese di vita presentavano in seguito un peso maggiore del 25% e il 60% di grasso in più rispetto ai topi non sottoposti a questo trattamento.

La distruzione di alcuni ceppi di germi nel microbioma sembra aumentare gli effetti di una dieta ricca di grassi. Infatti i topi sottoposti alla terapia antibiotica sono ingrassati di più rispetto a quelli a cui non sono stati somministrati i farmaci.

In base a queste osservazioni, i ricercatori dell’Università di New York, hanno iniziato una serie di sperimentazioni sui topi per vedere se somministrare “microbi buoni” dopo l’uso degli antibiotici può “restaurare” rapidamente il microbioma naturale, in modo da prevenire le alterazioni metaboliche ed il successivo incremento di peso. Altre ricerche stanno valutando se le terapie antibiotiche meno lunghe, dai 3 ai 5 giorni, hanno gli stessi effetti sull’aumento di peso.

Naturalmente, non tutti sono concordi nel valutare i risultati di queste ricerche e, in attesa di ulteriori conferme, vari ricercatori sostengono che non bisogna modificare l’attuale pratica clinica nell’uso degli antibiotici nei bambini ma piuttosto ricordare che le migliori armi contro l’obesità sono i consigli sugli stili di vita più sani.

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