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Perché Washington è una città ideale per gli anziani ?

Secondo i dati forniti dall’Ufficio del Censimento degli Stati Uniti, rispetto al 2012, nel 2050, il numero di persone con più di 65 anni raddoppierà e supererà gli 80 milioni.

OVER 65 USA

 

E l’87% di anziani di più di 65 anni, secondo il Rapporto redatto dall’AARP (Organizzazione no-profit per i pensionati), desidera restare nella propria casa e nella propria comunità.

Per cercare di affrontare e soddisfare le esigenze e i bisogni degli anziani, molte città, come Washington, stanno cercando di trasformare questa sfida in un punto di forza. Un recente articolo del New York Times ha illustrato le ultime iniziative di Washington che l’hanno resa il posto ideale per trascorrere la pensione e l’età più avanzata.

Con i suoi 79 anni,  alla Signora Baron basta uscire dal suo condominio, fare pochi passi e arrivare al Newark Street Community Garden in cui si trovano i suoi due orticelli biologici. Lì, tre volte a settimana, si prende cura di carote, pomodori, zucchine e piantine di basilico.

giardino Newark

“È un posto meraviglioso per incontrare altre persone di tutte le età e di tutte le classi sociali. E mi permette di avere un obiettivo”.

 

Dieci anni fa, dopo la morte del marito, la Signora Baron decise di trasferirsi a Long Island per essere accanto ai figli e ai nipotini. Ma non riusciva ad abituarsi ad una vita lontana dai suoi amici. Tutto è cambiato quando ha sentito parlare del parco e delle sue iniziative ed è subito diventata un membro del Cleveland & Woodley Park Village, un’organizzazione di volontari che consegna la spesa a domicilio, accompagna alle visite mediche chi ha difficoltà a spostarsi autonomamente e organizza feste e tante attività sociali per i più anziani.

ClevelandWoodleypark

Uno dei motivi del successo di Washington è la crescita di associazioni (li chiamano veri e propri villaggi) come quella a cui si è iscritta la Signora Baron per poco più di 500 euro l’anno. Questa associazione ha circa 100 membri, di età compresa tra 57 e i 95 anni, e 160 volontari. E di associazioni come questa ce ne sono più di 50 nella sola area urbana di Washington.

Joel Makower, coautore del volume “The New Grand Strategy: Restoring America’s Prosperity, Security and Sustainability in the 21st Century” spiega cosa significa per una città permettere ai più anziani di restare nella loro casa e nella loro comunità.

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Esse devono offrire soluzioni abitative a prezzi accessibili in quartieri sicuri. Devono essere percorribili a piedi, in bicicletta o con le macchinette elettriche. Devono avere una buona rete di trasporti pubblici e offrire servizi di carsharing. Devono, ovviamente, offrire buoni servizi di assistenza sanitaria e accesso a cibi salutari. Ma una qualità sempre più essenziale e spesso trascurata è quella che molti esperti chiamano ‘integrazione sociale’ ovvero l’esistenza di attività e eventi destinati non solo agli anziani ma ad esperienze che permettono la condivisione e il dialogo tra generazioni.

Paul Irving, Presidente del Centro per il Futuro dell’Invecchiamento del Milken Institute e ricercatore presso la Davis School di Gerontologia all’Università della California del Sud, ci ricorda che è necessario iniziare a costruire città che sappiano tener conto degli anziani:  “Si tratta di una sfida importante per le città. Di che tipo di case abbiamo bisogno? Di quali trasporti, di quale sviluppo economico, di quale sistema sanitario?”.

Su questi temi, l’Organizzazione Mondiale della Salute ha identificato le caratteristiche delle comunità urbane che influenzano la salute e la qualità della vita delle persone anziane. Tra questi ci sono gli spazi esterni, i trasporti, le case a prezzi accessibili, le opportunità di partecipare ad eventi e ad associazioni civiche, la comunicazione, il supporto della comunità e i servizi sanitari.

Sulla base della loro esperienza concreta, le città che fanno parte della ‘Rete delle Città e delle Comunità amiche degli Anziani’ creata dall’OMS hanno poi aggiunto alla lista di requisiti, la lotta agli abusi e alle frodi ai danni degli anziani, la preparazione specifica dei Pronto Soccorsi, la sicurezza e la qualità dei servizi per e della comunità.

Per la sicurezza, per esempio, i criteri di valutazione includono il numero dei poliziotti in un’area determinata, lo stato dei marciapiedi, la presenza e la vicinanza dei bagni pubblici. I servizi per e della comunità includono i negozi di alimentari, le banche, i centri anziani, i parchi, gli ospedali, i supermercati e le librerie.

“Queste caratteristiche non sono benefiche solo per i residenti anziani ma per tutti – e si possono ottenere abbastanza facilmente” ha scritto Muriel Bowser, l’attuale sindaco di Washington in un Rapporto del 2015 sull’iniziativa della propria città.

RAPPORTO WASHINGTON

Facendo parte della Rete delle Città Age-friendly (Amiche degli Anziani), Washington ha lavorato per aumentare l’accesso e l’utilizzo dei parchi. Nella maggior parte degli spazi pubblici all’aperto si trovano panchine, fontanelle con acqua potabile e bagni pubblici. Si è poi programmata l’apertura di nuovi parchi specificatamente pensati per gli over 50, con aree destinate alle passeggiate o agli esercizi di tai-chi e un certo numero di aree verdi da dare direttamente in gestione alle associazioni di anziani dei diversi quartieri.

Uno degli esempi di maggior successo è l’East Capitol Urban Farm: si tratta della trasformazione, nel Settimo Distretto, di un ettaro e mezzo di terreno abbandonato in fattoria urbana. Tra i Partner del Progetto, l’Università del Distretto della Columbia e la Commissione sulle Arti e le Scienze Umane di Washington.

Un altro Programma innovativo si chiama ‘Safe at home’ (sicuri a casa propria): attribuisce fondi fino a 10.000 dollari ai residenti che vogliono effettuare piccole modifiche della casa per renderle più sicure e più fruibili (come l’aggiunta di un sollevatore di sedute per salire i gradini o di corrimani e barre di sostegno nel bagno).

Anche il trasporto è un aspetto cruciale e non si tratta solo di trasporto pubblico, ha detto Ruth Finkelstein, Direttore del Robert N. Butler Columbia Aging Center, il quale ha diretto in passato l’Iniziativa Age-Friendly della Città di New York. “Anche camminare fa parte della categoria ‘trasporto’, e la possibilità di camminare in sicurezza nel proprio quartiere è essenziale. Si tratta di un’attività fisica fantastica ed è anche buona per la salute cognitiva e per la partecipazione sociale. Servono inoltre tanti spazi pubblici sicuri e attività commerciali che chiamiamo ‘third places’ (posti terzi) – ovvero negozi in cui si va abitualmente e in cui ci si sente a proprio agio, come il bar del quartiere o la palestra della comunità”.

Il piano Age-Friendly di Washington ha poi messo l’accento sul problema dell’alloggio.

Genesis, una delle residenze dell’Organizzazione ‘Generations of Hope‘, per esempio, è una comunità accessibile formata da 27 unità che mette insieme residenti over 60 con giovani famiglie e madri single. I residenti anziani si impegnano a condividere e trasmettere le loro competenze e la loro esperienza alle giovani famiglie. Tutti i residenti adulti devono effettuare ogni trimestre un certo numero di servizi per aiutare la comunità.

Nella parte della città chiamata Mount Vernon Triangle, è stato lanciato un bando per lo sviluppo di un edificio di 12 piani a prezzi accessibili che sarà il primo di questo genere in città – e uno dei pochi dell’intera America. Offrirà alloggi e servizi parzialmente sovvenzionati a nonni che hanno in affidamento i nipotini.

Esempio residenza Hope

 

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