Home » Senza categoria » Rischi connessi alla liberalizzazione della marijuana

Rischi connessi alla liberalizzazione della marijuana

A gennaio del 2016 il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il pacchetto di depenalizzazione riguardo la cannabis per uso terapeutico. Per avere maggiori informazioni dal punto di vista farmacologico rimandiamo all’articolo uscito sul mensile Vita. Poiché questa legge sarà discussa nelle prossime settimane alla Camera è comunque importante cercare di capire quanto è avvenuto negli altri paesi dopo l’introduzione della depenalizzazione di questa sostanza. Per questo prendiamo spunto da un recente articolo pubblicato sull’argomento dal New York Times, per attirare l’attenzione sul mercato che si è aperto nello stato del Colorado legato all’utilizzo della marijuana per uso medico ma anche per uso ricreativo.

Come riporta il Fatto Quotidiano, il business della marijuana legale ha raggiunto livelli esorbitanti negli Stati Uniti dove l’uso medico della cannabis ha visto aumentare le vendite autorizzate ad oltre 1,5 miliardi di dollari. La svolta pro-legalizzazione di questa sostanza naturalmente divide la popolazione ma è giusto informare le persone sulle problematiche economiche e sanitarie connesse alla nuova legislazione, almeno per quanto è stato osservato in altri paesi. Se è vero, come potrete osservare leggendo l’articolo del Fatto Quotidiano, che esiste un evidente risparmio dovuto alla rinuncia alla costosissima guerra contro gli stupefacenti, è tuttavia opportuno comprendere a fondo quali sono le diverse conseguenze di una depenalizzazione.

A partire dal 2015, in quasi la metà degli Stati americani è stato consentito l’uso medico della marijuana e quattro stati hanno permesso l’uso di questa sostanza anche a scopo ricreativo. Negli stati americani che hanno legalizzato la marijuana a scopo ricreativo, in particolare in Colorado, i bambini rischiano di presentare problemi connessi all’ingestione involontaria di questa sostanza.

marijuana2

Uno studio pubblicato sulla rivista JAMAPediatrics sostiene che in Colorado il tasso di esposizione alla marijuana dei bambini piccoli è aumentato del 150% dal 2014, da quando i prodotti per uso ricreativo a base di marijuana, come i dolci, sono stati immessi sul mercato. Quando i bambini riescono a mettere le mani su questa tipologia di dolci rischiano di presentare sonnolenza o agitazione, vomito o perdita di equilibrio, con conseguente visita in ospedale o con il ricorso alla chiamata telefonica di un centro antiveleno. Alcuni pazienti sono stati anche ricoverati nelle unità di terapia intensiva e sottoposti ad intubazione. Questo incremento di effetti collaterali è stato osservato dal 2009, quando il governo federale ha smesso di perseguire i consumatori e i fornitori di marijuana secondo la legge sanitaria del Colorado su l’uso di questa sostanza. I pazienti spesso ingeriscono la marijuana attraverso prodotti cotti nel forno. Quando gli elettori nel 2012 hanno deciso di legalizzare la marijuana per uso ricreativo, i ricercatori avevano avvertito che i tassi di esposizioni accidentali nei bambini sarebbero aumentati.

marijuana1

Ma nessuno avrebbe immaginato un aumento così drammatico, sostiene il dottor G. E. Roosevelt, Professore associato di medicina di emergenza presso l’università del Colorado, School of Medicine and Health Medical Center. Il numero di casi registrati dai centri antiveleni e da un ospedale pediatrico sembra modesto: tra il 2009 e il 2015 ci sono stati 163 casi documentati dai centri antiveleno e 81 pazienti registrati in ospedale per l’esposizione di bambini alla marijuana. Il Professor Roosevelt sostiene che anche se questi casi non sono frequenti, gli effetti collaterali della sostanza sono significativi e prevedibili. In alcuni casi sembra che l’intossicazione possa derivare dall’inalazione di fumo di marijuana. La ricerca delle cause effettive è ancora in corso. Durante questo periodo i casi di intossicazione da marijuana nei bambini nello stato del Colorado sono aumentati del 34 % ogni anno a fronte di un aumento annuo del 19% negli altri stati americani. “Lo studio non è una presa di posizione a favore o contro la legalizzazione” ha affermato Robert J. MacCoun, Professore alla Stanford Law School, esperto di politica farmacologica, “ma è più una considerazione per una migliore e più intelligente regolazione della sostanza”. Infatti, sostiene il Dottor MacCoun, molti di questi prodotti sono confezionati con colori vivaci e seducenti e anche in dosaggi molto variabili. Almeno 23 stati negli USA hanno approvato una legislazione che consente l’uso medico della marijuana. Lo Stato del Colorado e lo Stato di  Washington hanno depenalizzato la marijuana per uso ricreativo permettendo che i prodotti a base di questa sostanza possano essere venduti a persone con più di 21 anni. Gli stati dell’Alaska, dell’Oregon e Washington D.C., hanno approvato l’uso ricreativo di questa sostanza. Nel 2015, il solo Colorado (più di 5 milioni di abitanti) ha registrato circa 588 milioni di dollari di entrate derivanti dall’uso ricreativo della marijuana (oltre ad altri 408 milioni di dollari per la vendita di marijuana per scopo medico) ma sta ora cercando di contenere le conseguenze non previste di questo nuovo mercato in piena espansione.

La scorsa settimana la piccola città di Hugo, in Colorado, ha ordinato ai residenti di non bere l’acqua del rubinetto poiché la fornitura idrica comunale era risultata positiva per THC ovvero la sostanza chimica psicoattiva della marijuana.  A partire dal 2015, lo Stato del Colorado ha richiesto che i prodotti di marijuana siano venduti in imballaggi a prova di bambini: la legge denominata “orso gommoso” (Gummy bear law) è entrata in vigore imponendo che la marijuana commestibile non possa essere più venduta con forme che richiamino il corpo umano o di animali o frutti, per evitare di invogliare i bambini.

gummy bear colorado

Rimane comunque aperto ancora il problema del dosaggio, del volume o delle varie porzioni. La Dottoressa K. L. Franson, Professoressa all’Università del Colorado SKAGGS School of Pharmacy, ha osservato che la marijuana per uso commestibile viene venduta sotto forma di barrette di cioccolato o biscotti, con differenti dosaggi. “Il problema è che i bambini tendono a mangiare l’intera barretta e per di più non leggono l’etichetta”. Per questo motivo, l’ingestione involontaria di prodotti a base di marijuana da parte di bambini tende a risultare più tossica. Uno studio nazionale su questa problematica ha esaminato l’esposizione dei prodotti commestibili a base di marijuana riportati dai centri antiveleni di tutto il paese negli anni dal 2013 al 2015 e comprendeva l’utilizzo da parte di adulti e di bambini. I dati hanno confermato che nello Stato del Colorado l’esposizione a questa sostanza supera in gran lunga le percentuali osservate negli atri stati. Comunque, sempre secondo lo studio, ogni anno è stato osservato un aumento delle chiamate ai centri antiveleno.  Il Dottor Dazhe Cao, tossicologo medico dell’Università del Texas e principale autore dello studio pubblicato sulla rivista Clinical Toxicology, ha affermato che il numero di 430 chiamate riportate nella pubblicazione non sono l’esatto quadro epidemiologico dell’esposizione alla sostanza, perché molti dei casi sono stati gestiti a livello di cure primarie sul territorio e quindi non sono stati segnalati ai centri antiveleno. Il Dottor Roosevelt, autore dello studio nel Colorado, ha ipotizzato che la depenalizzazione dell’uso della sostanza sia probabilmente la causa dell’aumento in questo stato dei casi di ingestione accidentale. Gli adulti che fanno riferimento ai centri antiveleni o ospedali per intossicazione dei bambini possono ora essere più informati sulle cause del disturbo dei loro cari.

“Nel 2009 – conclude il Dottor Roosevelt – non avevamo ancora informazioni precise su quali fossero le patologie alla base dei disturbi presentati da questi ragazzi. Inizialmente abbiamo ipotizzato una possibile emorragia cerebrale o meningite, ora dopo la legalizzazione e i dati ricavati da questi studi gli adulti si sono resi conto che lasciare in giro prodotti a base di marijuana può rappresentare un rischio per i bambini che potrebbero ingerirli involontariamente. La diffusione di questi dati ci aiuta molto nel gestire questi pazienti che prima sembravano presentare disturbi poco comprensibili”.

Leggi anche

COVER INVERNO

Più si invecchia più diminuisce la capacità di resistenza al freddo. Sette consigli per sopravvivere all’inverno.

più si invecchia più diminuisce la capacità di resistenza al freddo

Commenta