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Una speranza per combattere il Diabete di Tipo 2

Molti esperti pensano che il diabete di tipo 2 sia una malattia incurabile che può solo peggiorare nel tempo.

Secondo una nuova ricerca un drastico cambiamento nel regime alimentare potrebbe invece, in alcune persone, far regredire la malattia in modo significativo e persistente.

In questa sperimentazione clinica limitata ad un numero ridotto di persone affette da vari anni da un diabete di tipo 2 è stata consigliata una dieta rigorosa, per lo più a base di cibi frullati e con un apporto calorico ridotto.

Quasi la metà di queste persone ha evidenziato una remissione della malattia che è durata sino a 6 mesi dopo l’interruzione della dieta.

Sebbene lo studio abbia coinvolto un numero ridotto di pazienti, questi risultati danno speranza a milioni di persone a cui è sempre stato detto che la loro malattia era incurabile.

Come sostiene il Dottor Roy Taylor dell’Università del Newcastle in Inghilterra e coautore dello studio, “ciò rappresenta un cambiamento radicale nella gestione di questa patologia”.

Se altri studi dovessero confermare che il diabete di tipo 2 può essere una patologia parzialmente reversibile, molti dei pazienti potrebbero diminuire o interrompere i farmaci diabetici ed evitare continui appuntamenti in ambulatori medici con un notevole risparmio per i servizi sanitari.

In realtà, non è la prima volta che i pazienti affetti da diabete di tipo 2 osservano un notevole miglioramento non appena iniziano una cura dimagrante efficace.

Alcuni studi hanno già dimostrato che gli individui sovrappeso sottoposti ad interventi chirurgici per curare l’obesità evidenziano spesso una scomparsa del diabete anche prima di aver manifestato una notevole perdita di peso.

Secondo il nuovo studio pubblicato nella rivista Diabetes Care, il miglioramento osservato può persistere per almeno sei mesi dopo l’interruzione della dieta purché i pazienti mantengano il peso raggiunto.

Bilancia

Questo risultato è stato osservato anche per pazienti affetti dal diabete per molti anni. I ricercatori hanno monitorato i partecipanti per 8 settimane durante le quali è stata somministrata questa dieta specifica. Tutti i pazienti che avevano presentato una remissione della malattia alla fine della dieta nei sei mesi successivi alle 8 settimane evidenziavano una glicemia normale. Tra questi vi erano anche pazienti affetti da diabete da meno di 4 anni ed altri da oltre 8 anni.

Ad un paziente a cui, cinque anni prima, era stata diagnosticato il diabete di tipo 2, era stato detto che non vi era possibilità di cura e che avrebbe dovuto convivere con questa patologia. Dopo esser venuto a conoscenza di questo studio sperimentale ha colto al volo l’occasione per inserirsi tra le 30 persone incluse nel programma. Il paziente è stato uno dei 13 partecipanti il cui livello di glicemia a digiuno diminuì drasticamente e rimase sotto i 126 milligrammi per decilitro, livello al di sopra del quale si può parlare di diabete. Sebbene il paziente abbia completato lo studio da almeno tre anni, la glicemia nel sangue a digiuno permane nella norma.

Il diabete di tipo 2 si sviluppa quando il nostro organismo non può utilizzare correttamente l’insulina o non ne produce abbastanza e questo provoca un aumento della glicemia.

diabete 2

Negli Stati Uniti, quasi un adulto su 10 e il 20% degli anziani sono affetti da diabete. Inoltre, le stime ufficiali riportano che il 3,5% della popolazione avrebbe un diabete non diagnosticato.

Ma non si tratta di un fenomeno isolato. L’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della Salute parla di 422 milioni di casi. Si tratta di una patologia che riguarda l’intero pianeta tanto che gli esperti parlano di epidemia mondiale di diabete.

Anche se non è chiaro come la dieta possa migliorare drasticamente il diabete, secondo il Dottor Taylor la spiegazione può essere correlata al modo in cui il nostro organismo immagazzina i grassi. L’eccesso di grassi nel fegato provoca una diminuzione della secrezione di insulina e la conseguente risposta del fegato a questo ormone, con comparsa di insulina e diabete.

Iniziando una dieta rigorosa a basso contenuto calorico si obbliga l’organismo ad utilizzare i grassi accumulati nel fegato diminuendone la quantità nel pancreas. Questo processo “risveglia” le cellule pancreatiche che producono insulina normalizzando i livelli di glucosio nel sangue.

Mentre precedenti studi hanno dimostrato che gli zuccheri nel sangue si possono normalizzare dopo una perdita di peso significativa, alcuni endocrinologi, nel commentare questo ultimo studio, sono rimasti impressionati dalla persistenza nel miglioramento della glicemia nel sangue osservata anche nei mesi successivi alla dieta. “La diminuzione dell’apporto calorico porta con sé un rapido miglioramento nel controllo del glucosio”, ha dichiarato il Dottor Robert Lash, Presidente della Commissione Affari clinici dell’Endocrine Society e Professore di Medicina Interna presso l’Università del Michigan. “L’aspetto interessante di questo studio è il miglioramento del controllo della glicemia osservato in modo costante anche quando i pazienti sono tornati a seguire la dieta con una normale quota di calorie”.

Questa ricerca suggerisce quindi la possibilità di una cura, anche se rimane aperto il problema di quanto a lungo potrà durare questo effetto e se tutto ciò può essere utile per un tipico paziente con diabete. Le persone possono mantenere a lungo questa perdita di peso in modo da stabilizzare nel tempo il controllo del diabete? Malgrado sia difficile rispondere con certezza, il Dottor George King, Direttore scientifico al Joslin Diabetes Center e professore presso la Harvard Medical School, è molto fiducioso e afferma che “anche se limitata nel tempo, una remissione può essere molto utile per diminuire molte delle gravi complicanze associate al diabete, come la neuropatia, le lesioni renali, la perdita della vista, la cardiopatia e gli ictus connessi alla patologia stessa”.

Una delle maggiori difficoltà risiede nel fatto che tutti i programmi che mirano alla perdita di peso tendono ad essere costosi e spesso non rimborsati dalle assicurazioni. Inoltre la maggior parte dei medici non ha una preparazione adeguata per poter consigliare diete mirate e comunque non dedica il tempo necessario per affrontare questa problematica.

I pazienti inseriti nella ricerca dell’Università del Newcastle sono  persone obese o individui estremamente in sovrappeso ai quali è stato consigliato di interrompere gradualmente i farmaci per il diabete ed iniziare una dieta di circa 600-700 calorie al giorno basata sulla somministrazione di 3 frullati durante i pasti con l’aggiunta di mezzo chilo di verdure prive di amido (carboidrato di riserva presente nel mondo vegetale): per esempio bieta, broccoli, legumi, melanzane.

bieta e melanzana

Una paziente che pesava 101 chili all’inizio della sperimentazione ha perso poco più di 13 chili e si tratta della perdita media osservata in questo studio.

I pazienti che sembrano aver risposto meglio al trattamento sono più giovani (intorno ai 50 anni) rispetto al gruppo dei non rispondenti e quindi erano affetti dal diabete da meno anni.

Inoltre i pazienti che hanno mostrato un notevole miglioramento presentavano all’inizio del programma uno stato di salute migliore, prendevano meno farmaci e avevano una glicemia e un’emoglobina glicata più bassa rispetto agli altri pazienti, con conseguente livello minore di insulina del sangue.

Tre dei pazienti andati in remissione completa erano affetti da questa patologia da più di otto anni.

Secondo il Dottor Taylor, molti dei pazienti che hanno risposto positivamente hanno attualmente un livello di glicemia nella norma ma sono sempre a rischio di ripresentare il diabete. Tuttavia, se il livello di glicemia permane nei limiti si può sperare che si possano prevenire le principali complicazioni della patologia. E già questo sarebbe un ottimo risultato.

La sfida principale sta nel riuscire a dare i giusti consigli a questi pazienti affinché riprendano ad avere un’alimentazione sana e suggerirgli di farsi seguire con continuità da un dietologo.

Gli studi effettuati dal Dottor Taylor sono alla base del libro di grande successo del Dottor Michael Mosley, il quale ha anche un sito molto seguito in cui spiega in dettaglio la “blood sugar diet”.

Sito Mosley

 

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